██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Monbaldo
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwbqMonbaldocite-ref-1[1] (già mwcgSori, poi mwcwKaliningrad, poi mwdaBanga) è stato un mwdqpiroscafo mwdgda carico italiano, mwdwviolatore di blocco durante la mweaseconda guerra mondiale. Dopo la fine del conflitto ed il recupero ha navigato sotto bandiera sovietica sino agli anni '60.
Contents
• Storia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Completata nel marzo 1918 nei mwewcantieri di Riva Trigoso come mwfaSori, la nave era in origine un mwfqpiroscafo da carico a due mwfgponti da 6214 tonnellate di mwfwstazza lorda e 4043 tonnellate di stazza netta, iscritta con matricola 841 presso il mwgaCompartimento marittimo di mwgqGenovacite-ref-nmp-2-0[2]. Nei primi anni il mwhgSori mwhwnavigò per conto della stessa azienda costruttrice, la Società Esercizio Bacini, finché, nel 1925, venne mwiaacquistato dalla mwiqSocietà anonima di Navigazione Alta Italia, con mwigsede a Genova, che lo ribattezzò mwiwMonbaldocite-ref-korabli-3-0[3].
Dopo lo scoppio della mwkqseconda guerra mondiale, ma nel periodo di «non belligeranza» dell'mwkgItalia, nel dicembre 1939, il mwkwMonbaldo, insieme ai piroscafi mwlaMaddalena Odero e mwlqMonrosa, venne sequestrato dalla Corte delle Prede britannica, che riteneva che le mwlg5000 mwlwballe di cotone trasportate dai tre piroscafi fossero di contrabbando, venendo rilasciato solo tre mesi più tardicite-ref-4[4].
Nel frattempo lo mwpwStato Maggiore della mwqaRegia Marina aveva proposto ed ottenuto di mettere a punto un piano per far forzare il mwqqblocco mwqgalleato da parte dei mwqwmercantili rifugiati nelle nazioni neutrali più benevole nei confronti dell'mwraItalia (mwrqSpagna, mwrgBrasile e mwrwGiappone) e farli giungere a mwsaBordeaux, mwsqbase atlantica italiana (mwsgBetasom) nella mwswFrancia occupata: le navi sarebbero passate sotto il controllo delle mwtaforze tedesche, mentre i carichi (ancora a bordo da quando, dopo la mwtqdichiarazione di guerra, si erano rifugiate nei porti neutrali) sarebbero stati trasferiti in Italia via terracite-ref-dupuis-5-0[5]. Dopo la trasmissione delle istruzioni da seguire per la partenza ed il mwugviaggio, era stata organizzata la partenza dei vari mercantili, iniziando dalla mwuwSpagna continentale, dalla quale, tra il febbraio ed il giugno 1941, si trasferirono a mwvaBordeaux i mercantili mwvqmwvgClizia, mwvwmwwaCapo Lena ed mwwqmwwgEugenio C.cite-ref-dupuis-5-1[5]. Era poi stato organizzato il trasferimento delle navi che si trovavano nelle mwxwCanarie: tra aprile e giugno si erano trasferiti in Francia i mercantili mwyamwyqCapo Alga, mwygmwywBurano, mwzamwzqTodaro, mwzgmwzwIda ed mwaamwaqAtlanta, mentre erano andate perdute le navi cisterna mwagmwawRecco, mwbamwbqSangro e mwbgmwbwGianna M. ed il piroscafo mwcamwcqErnanicite-ref-dupuis-5-2[5]. Toccò quindi alle navi bloccate in Brasile (al largo delle cui coste stazionavano numerose mwdgnavi da guerra britanniche): in quelle acque stazionavano il mwdwtransatlantico mweamweqConte Grande, due mwegnavi cisterna e 15 navi da caricocite-ref-dupuis-5-3[5]. Per mezzo dell'addetto navale in Brasile, mwfwcapitano di fregata Torriani, e del suo vice, mwgatenente di vascello Di Vicino, mwgqSupermarina contattò i comandanti delle varie navi e scelse quelle adatte ad affrontare una traversata oceanica che le portasse nella mwggFrancia occupata: allo scopo vennero selezionati cinque piroscafi, la motonave mwgwmwhaHimalaya, giunta dall'mwhqEritrea, e due navi cisterna, mentre le restanti undici navi, giudicate in condizioni non idonee ad una lunga navigazione, vennero lasciate in Brasilecite-ref-dupuis-5-4[5]. Per prime, il 28 marzo, furono fatte partire le due navi cisterna: la mwigmwiwFrisco, giunta indenne a Bordeaux, e la mwjamwjqFranco Martelli, silurata ed affondata da un mwjgsommergibile britannico durante la navigazionecite-ref-dupuis-5-5[5]. Il 1º aprile l'mwkwincrociatore ausiliario canadese mwlaPrince David venne inviato a mwlqpattugliare le acque prospicienti il Rio Pará, dato che si riteneva che la partenza del mwlgMonbaldo e di un altro violatore di blocco, il tedesco mwlwNorderney, fosse imminentecite-ref-6[6]. Lo mwnaspionaggio inglese segnalò poi che il mwnqMonbaldo aveva acceso le mwngcaldaie il 4 maggiocite-ref-7[7].
Tre mesi più tardi, tra il 28 ed il 29 giugno 1941, lasciarono i mwpaporti di mwpqRecife e Belém i piroscafi mwpgmwpwXXIV Maggio, mwqamwqqButterfly e mwqgMonbaldocite-ref-dupuis-5-6[5]. Per poter affrontare la lunga navigazione, prima della partenza il mwrwMonbaldo imbarcò parte delle scorte di mwsacarbone del piroscafo mwsqAntonio Limoncelli, che sarebbe invece dovuto restare definitivamente in Brasilecite-ref-dupuis-5-7[5]cite-ref-mombaldo-8-0[8]. Partita nel mwugmattino del 28 giugnocite-ref-nmp-2-2[2] da mwvwPinheiro (ad una ventina di chilometri da Belémcite-ref-ilpostalista-9-0[9]), dopo aver ultimato l'imbarco di un carico di 6003 tonnellate di materiali d'interesse bellico (3121 tonnellate di mwxaferro, 1133 di cotone, 779 di mwxqolii lubrificanti, 707 di mwxgghisa, 220 di mwxwgomma grezza, 43 mwyaparaffina), la nave italiana, al comando del mwyqcapitano di lungo corso Virginio Bertellocite-ref-ilpostalista-9-1[9], giunse in mare aperto nel tardo mwzgpomeriggio, ma durante la discesa del Rio Pará s'imbatté in un piroscafo di una compagnia di navigazione costiera brasiliana ed in una motonave mwzwnorvegese utilizzata dai britannici: una delle due navi (od entrambe) segnalò la partenza del mw0aMonbaldo alle autorità britanniche, e l'addetto navale inglese a mw0qMontevideo comunicò la notizia all'mw0gammiragliato di mw0wLondra, come venne desunto da un mw1amessaggio intercettato da mw1qBerlinocite-ref-dupuis-5-8[5]cite-ref-mombaldo-8-1[8]. Il comandante Bertello ed il direttore di macchina decisero di portarsi al largo alla massima mw3gvelocità possibile, puntando verso l'mw3wAfrica, poi, calata la mw4anotte, la nave mutò mw4qrotta, dirigendo verso nord, e si allontanò eludendo la mw4gsorveglianza britannicacite-ref-dupuis-5-9[5]cite-ref-mombaldo-8-2[8]. Il mw6wMonbaldo tenne inizialmente rotta nordest, poi, tra la prima e la seconda mw7asettimana di luglio, puntò verso nord, sino al superamento della mw7qAzzorre, quindi modificò più volte la rotta verso nordest ed infine, intorno al 15 luglio, fece rotta verso est in direzione della mw7gSpagna, raggiunta la quale procedette per un breve tratto verso nordest, quindi ad est sino al mw7wgolfo di Biscaglia e poi nuovamente a nordest sino all'arrivo a Bordeauxcite-ref-dupuis-5-10[5].
Dopo la partenza da Belém il mw9qMonbaldo si tenne ad ovest del 29º mw9gmeridiano e, invece di raggiungere la mw9wlatitudine 44°, il 12 luglio accostò verso est in anticipo, onde accorciare la traversata di circa cento migliacite-ref-dupuis-5-11[5]. Nel corso della navigazione vennero avvistati più volte mercantili sconosciuti a grande mw-adistanza, ma ogni incontro poté essere evitato senza problemicite-ref-dupuis-5-12[5], modificando la rotta e ponendosi temporaneamente su rotte plausibili per una nave britannica o brasiliana, quale il mwaqeMonbaldo doveva apparirecite-ref-mombaldo-8-3[8]. Per diminuire i rischi, tuttavia, come concordato in precedenza con l'addetto navale a mwaqyRio de Janeiro, la nave venne dipinta di mwaqcgrigio, colore di cui erano verniciati i mercantili britannici, e mwaqgcamuffata in modo da assomigliare al piroscafo britannico mwaqkCastelmoorcite-ref-dupuis-5-13[5]cite-ref-mombaldo-8-4[8]. Dato che alcune settimane prima un altro violatore di blocco, il piroscafo mwarimwarmErnani, in navigazione dalle mwarqCanarie a Bordeaux camuffato da norvegese mwaruEnggano, era stato silurato ed affondato accidentalmente da un mwaryU-Boot tedesco, l'11 luglio il comando della base sommergibilistica di mwarcBetasom, onde evitare altri incidenti di questo tipo, aveva inviato ai sommergibili italiani operanti nell'mwargAtlantico il messaggio: «mwarkAt sommergibili Malaspina, Finzi, Bianchi, Torelli, Barbarigo mwaroet Bagnolini mwarspunto eventuale incontro con seguenti navi in arrivo noti porti alt Mombaldo mwarwtruccato come inglese Costelmoor mwar0alt XXIV Maggio mwar4come Australind mwar8alt Butterfly mwasacome panamense Penelope»cite-ref-dupuis-5-14[5]cite-ref-mombaldo-8-5[8]. Non si ebbero tuttavia a verificare ulteriori problemi, ed il 20 luglio il mwaskMonbaldo atterrò su mwasoCabo Fisterra, procedendo poi mantenendosi a breve distanza dalla mwasscosta spagnolacite-ref-dupuis-5-15[5]cite-ref-mombaldo-8-6[8]. Nelle acque di Capo Machichaco il piroscafo s'imbatté in un mwatqconvoglio composto da tre motonavi di ridotte dimensioni e da due mwatudragamine, che si rivelarono essere unità mwatytedesche: l'unità caposquadriglia richiese il nominativo del mwatcMonbaldo, quindi riprese la navigazionecite-ref-dupuis-5-16[5]cite-ref-mombaldo-8-7[8]. Più tardi la nave venne sorvolata da due mwauaricognitori della mwaueLuftwaffe: vennero scoperti i mwauiboccaporti sui quali erano dipinte le mwaumbandiere italiane ed i velivoli tedeschi si allontanarono rapidamente dopo averli osservaticite-ref-dupuis-5-17[5]cite-ref-mombaldo-8-8[8]. Il 23 luglio, all'mwauwalba, il mwau0Monbaldo, arrivato al traverso di mwau4Bilbao, ridusse la velocità a tre nodi, come ordinato via mwau8radio da Betasom; alle cinque del mattino, come concordato, il piroscafo giunse davanti a mwavaSaint-Jean-de-Luz e qui venne raggiunto da alcuni dragamine tedeschi tipo M-Boote, che lo scortarono sino alla mwaveGirondacite-ref-dupuis-5-18[5]. All'alba del 24 luglio 1941 il mwavyMonbaldo si ancorò nelle acque antistanti mwavcLe Verdon, attendendo la mwavgmarea favorevole, ed alle dieci di mwavksera il mercantile giunse a Bordeauxcite-ref-nmp-2-3[2]cite-ref-dupuis-5-19[5]cite-ref-mombaldo-8-9[8].
Ancora al comando del capitano Bertello, il mwaxyMonbaldo attraversò il mwaxccanale della Manica forzando il blocco britannico nello mwaxgstretto di Dover, venendo fatto oggetto del mwaxktiro delle mwaxoartiglierie britanniche di grosso mwaxscalibro: alcune schegge colpirono la nave sopra la mwaxwlinea di galleggiamento, arrecando lievi mwax0danni e ferendo due uominicite-ref-mombaldo-8-11[8]. La nave giunse quindi in mwayiMar Balticocite-ref-nmp-2-4[2]cite-ref-ilpostalista-9-3[9]. Dal 31 luglio 1943 il mercantile venne mwaysnoleggiato dalle autorità tedeschecite-ref-nmp-2-5[2].
All'annuncio dell'mwazearmistizio, l'8 settembre 1943, il piroscafo era a Stettino, ed in tale porto venne catturato dalle forze tedeschecite-ref-nmp-2-6[2]cite-ref-ilpostalista-9-4[9], venendo quindi affidato alla Kauffahrtei Seereederei Wiards Adolf & Co di mwazoAmburgocite-ref-korabli-3-1[3].
Nello stesso 1945 il mwaa8relitto del piroscafo venne recuperato dalla ditta «ACC CBF» e rimorchiato a mwabaWismar, dove, il 16 settembre 1950, iniziarono i lavori di ricostruzionecite-ref-korabli-3-2[3]. Causa le dimensioni, nel 1952 il mercantile dovette essere trasferito nei mwabuPaesi Bassi, ove vennero completati i lavori; nel giugno 1955 la nave, ribattezzata mwabyKaliningrad, entrò in servizio per il governo mwabcsovieticocite-ref-korabli-3-3[3]cite-ref-ellisisland-10-0[10].
Note
cite-note-11. ↑ spesso citato come mwadmMombaldo.
cite-note-nmp-22. ↑ Rolando Notarangelo, Gian Paolo Pagano, mwaeuNavi mercantili perdute, p. 327
cite-note-korabli-33. ↑ mwafemwafimwafmKorabli, su mwafqkorabli.qdg.ru mwafu(archiviato dall'mwafyurl originale il 23 febbraio 2016).
cite-note-44. ↑ mwafomwafsmwafwIl primo memoriale Pietromarchi, su mwaf0alieuomini.it. mwaf4URL consultato il 10 marzo 2012 mwaf8(archiviato dall'mwagaurl originale il 9 agosto 2011).
cite-note-dupuis-55. ↑ Dobrillo Dupuis, mwaiwForzate il blocco! L'odissea delle navi italiane rimaste fuori degli stretti allo scoppio della guerra, pp. da 79 ad 82
cite-note-66. ↑ mwajimwajmHMCS Prince David (F89)
cite-note-77. ↑ mwaj4mwaj8mwakaWeekly Intelligence Report (mwakemwakiPDF), su mwakmdefence.gov.au.
cite-note-mombaldo-88. ↑ mwal8mwamamwameMombaldo, su mwamidigilander.libero.it.
cite-note-ilpostalista-99. ↑ mwanamwanemwaniMonbaldo: violatore di blocco poco conosciuto, su mwanmilpostalista.it.
cite-note-ellisisland-1010. ↑ mwansmwanwEllis Island